Profumo d’antan

di Simonetta Chiarugi

Profumo d'antan

Con la sua fragranza agrumata e la sua forma architettonica la fresia è l’emblema del nuovo fascino retrò-chic

La mia fascinazione verso il mondo vegetale è stata influenzata dai fiori profumati ancor prima che dalla bellezza di forme e colori. Il profumo rapisce i sensi: le molecole aromatiche innescano una reazione immediata, raggiungendo le aree del cervello deputate alle emozioni e alla memoria, capaci di mutare il nostro stato d’animo e regalare sensazioni di benessere e armonia. Ogni fiore porta con sé un ricordo. Per me, la fresia è legata alle prime composizioni floreali, scelta per la sua eleganza, la durata da reciso e, certamente, per la sua fragranza.

A differenza di molti altri fiori, la fresia emette un profumo dominato dal linalolo (circa il 90%), un composto organico che conferisce quella tipica nota agrumata e rinfrescante. Questa molecola agisce direttamente sul sistema limbico, spiegando scientificamente l’immediata sensazione di relax che si avverte annusandola, e rendendola una delle essenze più studiate per la sua capacità di armonizzare le altre note olfattive. La fresia ha vissuto un picco di popolarità tra gli anni ‘90 e i primi anni 2000, epoca di mazzi rigidi, tondi e compatti…

Articolo pubblicato su Home! di marzo 2026

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